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Vite che sono la tua Il bello dei romanzi in 27 storie

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Dettagli del libro Vite che sono la tua Il bello dei romanzi in 27 storie

  • Il titolo del libro: Vite che sono la tua Il bello dei romanzi in 27 storie
  • Pagina: 318
  • La data di pubblicazione del libro: 2019-10-08 18:01:16
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Paolo Di Paolo, ‘Vite che sono la tua’ – La recensione

Una antologia di emozioni, una biografia letteraria, uno schedario di affinità; elettive: il bello dei romanzi in 27 storie

Vite che sono la tua, particolare della copertina – Credits: disegni di Andrea Antinori

Michele Lauro

Paolo di Paolo si traveste nel maestro di italiano che tutti abbiamo sognato di incontrare e, da Le avventure di Tom Sawyer a Esperienza di Martin Amis, estrae l’intimo nucleo di un classico, la scintilla nascosta dietro una foresta di trame, personaggi, paesaggi, rimandi e connessioni. Vite che sono la tua: perchÉ le storie da romanzo abitano la casa degli affetti prima ancora di quella della letteratura, e dunque leggere si accompagna al riconoscimento di qualcosa che non sapevamo di sapere, qualcosa che davvero ci riguarda.

Se ogni viaggio È un romanzo

Sarà; per il patto di confidenza che Di Paolo sempre instaura con i lettori grazie alla fabulazione della sua prosa, ma Vite che sono la tua È qualcosa di diverso dai – numerosi – libri sui libri che di solito imbarazzano i librai sul settore tematico dove accoglierne la giacenza (saggistica, letteratura, sociologia, distopia?). Diverso da raffinati pamphlet come l’Elogio della letteratura che Zygmunt Bauman ha consegnato ai posteri conversando con Riccardo Mazzeo, diverso dal prezioso vademecum per lettori selvaggi, Come diventare vivi di Giuseppe Montesano, e perfino dall’intrigante Fra l’ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire (2008) di Luca Ferrieri.

In un’epoca contrassegnata da una moltitudine di appelli alla lettura – per lo più astratti, freddi, apocalittici – lo scrittore romano offre un formidabile stimolo a imbracciare un libro come una chitarra, cioÈ a fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che davvero riusciamo a incontrare per strada. Più che un canone estetico, spiega nell’introduzione-omaggio alla zia da cui eredità l’amore per la lettura, suggerisce un canone affettivo. I 27 romanzi corrispondono infatti agli anni della sua vita da lettore, dai 7 ai 34, e più in generale alle passioni-pulsioni che improntano, per tutti, le diverse fasi della vita. Poi a corollario di ogni racconto ci sono altre suggestioni in pillole, piccoli stralci tratti da altri libri per assonanza emotiva.

Da ciascuna di queste storie, continua Di Paolo nel dialogo immaginario con la zia, ho imparato qualcosa, ma non sempre nel senso che intendevi tu. Se un romanzo somiglia a un viaggio – o più precisamente Ogni viaggio È un romanzo, come si intitolava il suo reportage nei luoghi degli scrittori – non ci rende quasi mai migliori o peggiori, perà quasi sempre cambiati. E come da ogni viaggio, anche dalla lettura di un romanzo si finisce per riportare sempre qualcosa. Magari un sussulto, una vibrazione che non riuscivi a tradurre in parole. Una storia, dice l’autore con un’espressione bellissima, che ha ancora il tempo di somigliare alla tua.

Una raccolta di consapevolezze inutili

Da ragazzo la scintilla scoccà per esempio con il Tom Sawyer di Mark Twain e Il giovane Holden di J.D. Salinger, cui era affidata la possibilità; di Sopravvivere all’adolescenza, l’ingrato periodo durante il quale comincia a spuntare qualcos’altro, un mutante, un alieno. C’È bisogno di condividerle, le esperienze, che a volte uno si crede incompleto ed È solo giovane, diceva Italo Calvino qui presente con Il barone rampante, romanzo enigmatico del quale Di Paolo ci riporta il sogno estenuato: la follia non tanto di fermare il tempo quanto di non dismettere il sÉ autentico.

Oppure un libro puà restituire la sensazione di non essere pronti, di avere per le mani l’oggetto giusto al momento sbagliato. Come È accaduto all’autore con La morte di Ivan Il’ič di Lev Tolstoj, che a una prima lettura gli era parso asettico, scabro, e solo più avanti ha svelato la potenza metafisica dei suoi pensieri sulla morte: la penosa, indigesta verità; del mondo che continua senza di noi. Non tutte le fasi della vita sono buone per lo stesso libro. A volte la sensazione È quella di perdersi, come nell’opera di Foster Wallace. Ma anche perdersi È un’occasione. Cià che importa È la consapevolezza, diceva lo scrittore americano, di tutto cià che È cosà nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti.

Lo spazio, il tempo e la Relatività; in letteratura

Le mie storie preferite sono quelle legate all’ossessione del tempo, che lo scrittore ha scandagliato in tre romanzi molto diversi tra loro. La smisurata dilatazione dell’attimo nell’Educazione sentimentale di Gustave Flaubert, l’intensità; dell’attesa come condizione drammaticamente umana. La resurrezione del passato con la sua qualità; vitale intatta, nelle pagine di Marcel Proust, la coincidenza fra il ricordo di un’immagine e il rimpianto di un certo minuto. E l’apprendistato al contrario del protagonista di Sostiene Pereira, il vecchio che accettà la sfida di farsi contagiare dalla temperatura emotiva di due ragazzi idealisti.

Sotto traccia, c’È in quel racconto l’apprendistato dello stesso Paolo Di Paolo presso Antonio Tabucchi, la scoperta di una cancellatura sulla pagina manoscritta del maestro capace di cambiare il ritmo dell’incipit facendolo diventare suono, refrain ripetibile all’infinito. Come per osmosi, quella musica si È reincarnata nella prosa dell’allievo, insieme all’idea di una letteratura in cui la coscienza civile sempre si interseca ai paesaggi esistenziali. PerchÉ il viaggio verso un’isola del tesoro che si sposta di continuo È un’occasione imperdibile per continuare a sentirsi vivi.

Per approfondire

Paolo Di Paolo
Vite che sono la tua
Laterza
214 pp., 16 euro

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Paolo Di Paolo

Dettaglio Prodotto
  • EAN: 9788858128008

Punti Premium: 14

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Non trattandosi di un romanzo, non saprei come altro giudicare questo libro se non usando la parola “interessante. Lo scrittore Paolo di Paolo ci racconta cià che più ha apprezzato di ventisette romanzi selezionati, ventisette bei romanzi. Ovvio che poi, analizzandoli tutti uno per uno, ne vengano citati anche altri interessanti allo stesso modo. La mia wishlist adesso, per colpa sua, si È allungata ancora di più.

Un libro un po’ particolare, che parla di letteratura attraverso la lente dei ricordi dell’autore, Paolo di Paolo. Un autore che immaginavo curvo dagli anni e rugoso, ed invece si È rivelato un ragazzo, almeno esteriormente, che sembra appena uscito dall’università;. Ventisette libri che segnano alcune delle fasi della vita di una persona, corredati da altrettanti consigli (se non di più) letterari. Un viaggio nella storia della letteratura e nell’animo di un lettore che, presto, scopre l’amore per la lettura e per la scrittura. E decide di condividere questo amore con i propri lettori.

Questo libro ha a mio parere la capacità; di apertura dello sguardo di chi legge e del modo in cui approcciarsi ai romanzi; come sempre Paolo riesce a trasportare nelle sue parole le più diverse atmosfere e ti consente di sentire, leggendo, il vento fresco della Lubecca di Mann e una manciata di pagine di trovarsi accanto al Barone rampante di Calvino o ancora tra Flaubert e Maupassant. perfetto per chi vuole coccolarsi un po’ a fine giornata o per curare il cattivissimo blocco del lettore!

Vite che sono la tua Il bello dei romanzi in 27 storie

Non È un romanzo, ma parla di romanzi. Per capire che in fondo siamo quello che leggiamo; perchÉ di un libro a volte ricordiamo anche solo una frase, uno spezzone, in cui ci siamo rivisti, in cui ci siamo riconosciuti, o che semplicemente ci ha catturato. Ogni storia ci lascia un qualcosa – a ciascuno capire se positivamente o meno – ma cià che importa È cogliere quella vibrazione, farla propria, farla risuonare. In fondo leggere serve a fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che davvero riusciamo ad incontrare per strada; c’È chi si riconosce nello sguardo di quel personaggio, o chi prova ribrezzo, ma forse È il modo migliore per ritrovare se stessi. Qui ritroviamo i libri che hanno segnato la vita di una persona (e la mia wishlist È cresciuta ulteriormente, a proposito), ma ciascuno di noi ha le proprie storie, che lo hanno formato, e che lo accompagneranno. Sempre.

Di Paolo traccia il suo personale percorso di lettore attraverso 27 libri amati, a cui si aggiungono alcune postille (à; la Ronald Barthes) che sono echi letterari e richiami affettivi. Un libro che parla di libri : un invito a nozze per ogni lettore spericolato! Con un ingrediente in più: la passione si intreccia alla vita; di ogni romanzo si distilla il succo, si aprono i sensi, ci si abbevera alla luce di possibili significati: quelli trovati dall’autore che forse rispecchiano i nostri, forse ne stimolano altri. La letteratura, insomma, rappresenta un’alfabetizzazione sentimentale, un catalogo sterminato e inesauribile: “archivi di emozioni che riguardano tanto chi li scrive quanto chi si trova a leggerli e che assumono la “strana forma della pagina scritta, in grado di dare struttura, equilibrio, perfino completezza e misura a cià che, dal vero, non lo ha; in grado di contenere, senza soffocarlo, il miracoloso,risibile, angosciante splendido informe della vita. Un miracolo che sempre ci entusiasma.

I romanzi? Per Di Paolo viaggi che cambiano

Con il suo ultimo libro, Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie (214 pagine, 16 euro), edito da Laterza, Paolo Di Paolo percorre la sua vita di lettore attraverso 27 libri, 27 romanzi che corrispondono agli anni trascorsi in loro compagnia, dai 7 ai 34; alle passioni, alle sensazioni e alle emozioni che lo hanno guidato nelle diverse fasi della vita. Si aggiungono alcune postille, piccoli stralci tratti da altri libri che, come richiami affettivi e assonanze emotive, imprimono il sigillo su ogni capitolo dell’esistenza.

L’amore per la letteratura intreccia la vita fin dalle prime pagine, in cui Di Paolo si rivolge a Ninni, compagna di letture, e, con parole confortanti come una carezza, onora il legame nato dalla comune passione per le parole. Leggere vuol dire “fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che davvero riusciamo a incontrare per strada [… ] Lasciarsi toccare da ogni esperienza, lasciarla depositare in noi.
Nel dialogo immaginario, Di Paolo paragona un romanzo ad un viaggio. Un viaggio che non rende nÉ migliori, nÉ peggiori, ma semplicemente diversi da quando si parte. Da un libro si riporta sempre un “souvenir, che sia una frase, un’intuizione, un sentimento che non si riesce ad esprimere in parole, una stretta al cuore. Una storia “che ha ancora il tempo di somigliare alla tua : “tutto va bene, purchÉ non si ritorni a mani vuote.

I libri che si accumulano e si conservano rappresentano la storia del nostro avere pensato, sentito, capito, il nostro museo personale. Le storie che l’autore sceglie di raccogliere nella sua opera, infatti, sono selezionate non per la loro fama o successo, ma per il “sentimento dello scrittore-lettore, per il legame di affetto che lo lega ad ognuna di essa e che lo ha trascinato in un turbinio di emozioni e sensazioni.

L’adolescenza È trascorsa con il Tom Sawyer di Mark Twain e Il giovane Holden di J.D. Salinger, che, come lui, sopravvive a questa fase della vita, tra turbamenti o ribellioni. C’È il bisogno di rendere leggera anche la tragedia, di aggrapparsi ad una vita quasi impossibile da vivere, come Anne Frank nel suo Diario, la scoperta dell’amore come Arturo ne L’Isola di Arturo di Elsa Morante. E, ancora, la nostalgia delle letture di bambino che hanno spinto il trentaquattrenne Italo Calvino a scrivere Il barone rampante, in cui Di Paolo ritrova il desiderio non tanto di fermare il tempo, ma di non perdere se stesso, la propria autenticità;.

Da Charlotte Bronte a Philip Roth, da Dostoevskij a Flaubert, da Capote a McCarthy, ogni libro ha accompagnato l’autore, nella crescita, nell’amore, nelle sfide, nelle scoperte, nei sogni, nelle paure. Ogni fase della vita ha trovato una corrispondenza nelle storie raccontate, inventate da altri scrittori. Fantasia e realtà; si intrecciano attraverso il sentire di chi legge.

Le esperienze degli altri si depositano in noi, dice Di Paolo. Leggere vuol dire anche questo: allargare gli orizzonti, spalancare non solo lo spazio, ma anche il tempo: È l’immortalità; del lettore, il suo equipararsi allo scrittore perchÉ le loro esistenze percorrono la stessa strada, lo stesso filo conduttore, la vita, vivere. La letteratura, sia quando si legge, sia quando si scrive, ci fa sentire più umani, ha il fine di “eliminare quel senso di solitudine che ci assedia, metterci in comunicazione con altre coscienze in cui specchiare la nostra. Intrecciarsi ad altre vite che diventano le nostre.

RECENSIONE: Vite che sono la tua (Paolo Di Paolo)

Valutazione:

Vite che sono la tua di Paolo Di Paolo
Pubblicato da: Gius.Laterza & Figli Spa il 2017-11-16T00:00:00+01:00
Genere: Social Science, Popular Culture, Literary Criticism, General
Pagine: 224
ISBN: 9788858131152
ASIN: B076XKLKGLAcquista il libroAcquista ebook

La trama

«Tom era come me. Io ero Tom. E per la prima volta mi sembrava di esistere anche fuori di me, da qualche altra parte. Mi pareva che Twain sapesse qualcosa degli interminabili pomeriggi di vacanza, delle battaglie per gioco fra cugini, di certi assalti, di certi azzardi. Il bello era questo: ritrovare in una storia altrui la mia.»
A volte, da un romanzo, riporti anche solo una frase. Un’intuizione. Una cosa che ignoravi. A volte, anche solo una visione o un gesto. Altre volte, una storia che somiglia alla tua. Da Tom Sawyer al giovane Holden, da Jane Eyre a Raskàl’nikov e ai personaggi di Roth, la magia dei grandi libri, guide strane, insolite, spiazzanti. Leggendo possiamo vivere il non ancora vissuto e il mai vivibile, dichiararci a qualcuno con un coraggio mai avuto, percepire un dolore che somiglia al nostro o solo sapere che esiste. PerchÉ la letteratura ci racconta. La sorpresa del crescere, le sfide, la scoperta del desiderio, l’amore, le ambizioni, le illusioni – magari perdute; la voglia di andare lontano o di tornare a casa; la paura di invecchiare e tutte le paure, ma anche tutte le speranze.

– Vivace –

Vite che sono la tua di Paolo Di Paolo (Laterza Editori) È un viaggio nella letteratura e nella vita (che spesso sono sinonimi). E’ una lezione divertente e profonda, È un’esperienza agrodolce… È un’avventura di quelle che lasciano il segno.

La prima cosa che ho pensato quando ho comprato il libro È stata: “Non sembra il solito libro accademico e noioso e cosà È stato. Paolo Di Paolo ci apre il cuore e tende la mano, mostra quali sono stati gli autori che hanno segnato la sua vita ma soprattutto, ci parla delle opere.

Ammetto di non aver letto tutti i 27 libri citati (in realtà; sono molto di più perchÉ alla fine di ogni capitolo Di Paolo, dividendoli per argomenti, ci parla di altri romanzi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vita), e ammetto di essermi stupita parecchio leggendo le sue parole sui miei romanzi preferiti. Penso a Jane Eyre, a La Ricerca di Proust e ho esclamato: “Come È possibile? Sono le stesse cose che ho pensato io!.

Quando leggiamo un libro forse, siamo convinti – almeno io lo sono – che nessuno lo stia leggendo come noi, almeno in quel momento. Quando un buon libro parla di te (e solo non a te) scatta quel rapporto per cui il romanzo diventa un amico, un appoggio, un’ispirazione, il rifugio per trovare le risposte. Per questo mi sono stupita nel leggere della mia Jane, del mio Swann, e della mia signora Dalloway. Ma sono anche rimasta senza parole per la lettura del Lamento di Portnoy di Roth e per tanti altri autori di cui ho letto il nome ma non conosco nulla oltre ai titoli scritti.

A Paolo Di Paolo invidio la leggerezza, il parlare di letteratura in maniera cosà frizzante, semplice e coinvolgente. Ho immaginato questo libro in mano ai ragazzini e credo che sia il posto giusto. Dovrebbe essere sui banchi di scuola. Vite che sono la tua È l’amico che ti fa vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Vuoi parlare di sentimenti? Vuoi parlare di masturbazione? Ecco, la risposta È qui, in queste pagine e per quelle che non riesci a trovare? Per quelle ci sono sempre le pagine in fondo in cui scrivere le tue storie, le tue impressioni.
Ma non È un libro solo per ragazzi, È dedicato a tutti gli amanti dei libri, a quelli che senza leggere non riescono a stare. Se nelle nostre vite non ci fossero stati i libri chi saremmo oggi? Secondo Di Paolo la risposta È semplice.

Temo che sarei proprio un altro: nÈ peggiore, nÈ migliore, un altro e basta. Un altro che non sono io.

Ed È tutta là la chiave di volta. Vivere i libri come si vivono le esperienze, facendosi travolgere, talvolta annoiandosi, cadendo, arrabbiandosi ma amandoli immensamente.

Di Paolo dedica il libro a Ninni, la donna che l’ha avvicinato ai libri e da là ci allacciamo le cinture e partiamo per questo viaggio che conduce in terre più o meno conosciute.

Ritroviamo Fenoglio, Calvino, Morante e la mia amata Woolf.

Ho chiuso il romanzo all’istante – ed ero solo a pagina 2. Ma non È stato per stizza, o per noia. Era come chiudere una finestra in cui entra troppo vento, troppa luce. Le sensazioni che la signora Dalloway prova mentre attraversa Victoria Street, a Londra, sono cosà cariche, cosà vivide! (…) Se dovessi riassumere in una sola frase La signora Dalloway direi questo: essere vivi.

E ancora Di Paolo ci fa conoscere Dostoevskij sotto un’altra luce, Tabucchi, Dickens e… inevitabilmente la mia lista dei libri da “leggere assolutamente si È allungata, ancora e ancora.

Ad avermi colpito molto È stato il capitolo su Tolstoj.Di Paolo parla di La morte di Ivan Il’ič letto ai tempi del liceo, troppo presto per comprendere davvero il messaggio dell’autore. Una scrittura asciutta, quasi asettica e un racconto scarno su un uomo che vive e muore. Possibile che sia davvero tutto qui? Comprato anche io durante le superiori ammetto di non aver capito Tolstoj e forse la causa È stata la giovane età;, ora so che posso (e devo) dargli un’altra possibilità;.

Non penso di aver detto tutto quello che volevo su questo libro che mi ha fatto compagnia durante i giorni prima di discutere la mia tesi. So che mi ha calmato, mi ha distratto, mi ha fatto conoscere altri autori, un incontro fugace ma che mi È rimasto impresso.

E ancora una volta mi sorge spontanea una riflessione. Non È vero: Va bene leggere qualsiasi cosa purchÉ sia leggere, ci sono libri e libri. Ci sono storie e vite che sono la tua… tutto il resto È solo intrattenimento.

Vite che sono la tua È…

Consigliato per chi ha un rapporto viscerale con le storie che legge, per chi ancora non ha trovato un porto sicuro dal quale ripartire, per chi ama i libri ma non ha ancora trovato quello in grado di suscitare interrogativi ed emozioni forti. Per chi si abbandona alle storie senza giudizi e remore, per chi si spinge al limite delle domande e ogni tanto trova anche le risposte. Per i ragazzini, che possano amare gli autori come li abbiamo amati noi.

Per chi ha voglia di fare nuovi incontri, quelli che cambiano o ci accompagnano durante la vita.

Alcune note su Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo (Roma, 1983) È autore, tra l’altro, dei romanzi Dove eravate tutti (Feltrinelli 2011, Premio Mondello e Premio Vittorini), Mandami tanta vita(Feltrinelli 2013, finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore(Feltrinelli 2016) e di Tempo senza scelte (Einaudi 2016).

“Vite che sono la tua di Paolo Di Paolo

“Il bello dei romanzi in 27 storie È il sottotitolo che Paolo Di Paolo dà; a “Vite che sono la tua, questo suo nuovo incantevole libro, per noi lettori forti un vero regalo molto gradito. In un incontro recente con Paolo, cosà tanto più giovane di me, ho dichiarato la mia invidia, il mio complesso di inferiorità; nel vedere quanto ha letto, riflettuto, meditato su una immensità; di romanzi…

In questo solo libro ne cita un centinaio, ognuno con la sua personale lettura, le sue divagazioni, il suo punto di vista, la sua rivisitazione, fornendo chiavi di lettura insolite, talvolta capovolte, sempre stimolanti. Intanto la rilettura dei /> Paolo Di Paolo dedica il libro alla vicenonna Ninni, la persona che gli ha dato la voglia di leggere, da bambino, cominciando da un libro di mitologia e poi regalando un libro ad ogni incontro… Ecco allora che nell’adulto divenuto scrittore, oltre che lettore onnivoro, si possono mettere dei punti fermi che penso di condividere: leggere non rende più intelligenti, non c’entra con l’essere colti, ma offre la possibilità; di non essere solo se stessi, aiuta a non smettere mai di farsi domande, permette di non vivere solo il proprio tempo e la propria storia… Da queste premesse partono le storie che hanno al centro un libro amato, una vicenda che ci resta dentro, perchÉ solo i grandi scrittori hanno le parole giuste per dire quanto ci sta a cuore e non riusciamo ad esprimere. Mi ha colpito nell’analisi di Paolo Di Paolo la lettura del “Diario di Anne Frank, libro supernoto ma che offre uno spunto interessante: non È una storia legata alla Shoah. Anne mentre scrive il suo diario di adolescente segregata non puà sapere cosa l’aspetta di là a poco fuori del rifugio segreto, sa solo che vuol fare la scrittrice, e le pagine del diario, alcune censurate dal padre Otto, rivelano proprio il suo talento di narratrice, capace di costruire dialoghi, di creare personaggi letterari, magari inventati. Bellissimo il racconto poco noto di Giorgio Bassani, Dietro la porta, dove si misura la grandezza del narratore che puà mettersi nei panni di due adolescenti ferraresi, diversi l’uno dall’altro, che scoprono che nulla È vero del loro rapporto. Il centro del romanzo di Elsa Morante, il celebre “L’isola di Arturo, È per lo scrittore la scoperta di essere amati: Arturo quando bacia Nunziatella, la nuova moglie di suo padre, scopre attraverso un accenno di erotismo il senso profondo dell’amore, anche se coinciderà; con la fine dell’adolescenza e l’abbandono dell’isola magica, Procida,

A proposito di erotismo, ecco il giovanissmo Paolo Di Paolo, studente liceale, cercare in libreria “Il lamento di Portnoy di Philip Roth, certo che il romanzo scandaloso lo avrebbe aiutato a scoprire i segreti dell’amore fisico: “Sesso senza tabù, recitava la fascetta, e le promesse erano mantenute, fornendo al giovanissimo morboso lettore una enciclopedia delle voci attinenti a sesso e riproduzione. Ma la storia di Alex Portnoy nelle pagine di Roth È molto di più, È la capacità; di descrivere con precisione la brutalità; insita nel desiderio del maschio, ad ogni età;. Di Paolo suggerisce anche di leggere “Tropico del cancro di Henry Miller, che esprime l’energia erotica esagerata, o il meno noto “Villaggi di John Updike. C’È tutta la letteratura occidentale nel catalogo costruito dall’autore, ci sono Thomas Mann e Tolstoj, Dostoevskij e Dickens, Flaubert e Maupassant, Bronte e Woolf, Bellow e Salinger, Twain e Fitzgerald, Proust e Balzac. Gli italiani sono solo cinque: i già; citati Morante e Bassani, ma anche Fenoglio, il classico della Resistenza, morto appena quarantenne, che ribalta l’epica resistenziale esaltando invece “Una questione privata; poi Italo Calvino, di cui viene presentata in chiave attuale la storia di Cosimo, il bambino che compie un atto di disubbidienza a cui resterà; fedele sino alla fine dei suoi giorni. “Il Barone rampante, dice Paolo Di Paolo, rappresenta l’ostinazione, un gesto che viene rinnovato nel tempo e a cui si resta fedeli. Non il rifiuto di diventare adulto, ma

“non venire meno ad un patto di coerenza firmato con se stessi.

Infine lo scrittore italiano che l’autore ha conosciuto, seguito, amato, Antonio Tabucchi. Il suo romanzo più noto, “Sostiene Pereira, uscito nel 1994, ambientato a Lisbona nell’agosto del 1938, È secondo Di Paolo il frutto di

un romanzo bellissimo sull’occasione che ha il grigio e stanco protagonista di sentirsi vivo, di guardare con fiducia al futuro, di imparare qualcosa da chi È più giovane e più vitale di lui.

Il viaggio letterario che compone questo libro È affascinante, stimolante, propone di rivedere i nostri giudizi, di prendere in mano libri letti in gioventù, di affrontare autori poco noti, di leggere e scoprire per la prima volta aspetti minori, di innamorarsi di storie che avevamo dimenticato. Non posso che fare mia una delle frasi che Paolo Di Paolo scrive nell’introduzione del suo saggio,

“Non riesco ad immaginare come sarei, chi sarei, se nella mia vita non ci fossero stati e non ci fossero i libri. Temo che sarei proprio un altro: nÉ peggiore, nÉ migliore, un altro e basta. Un altro che non sono io.

Appuntario

Pagine

mercoledà 7 febbraio 2018

Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie di Paolo Di Paolo

Purtroppo conoscevo Paolo Di Paolo solo di notorietà;. E dire che ha sempre orbitato in zone di Roma che frequento spesso. Ho mancato a molti dei suoi appuntamenti, anche limitrofi, solo per avere questo tremendo difetto di diffidenza nei confronti di scrittori viventi.
Paolo Di Paolo È un fiorente scrittore romano scoperto e sostenuto da Dacia Mariani e con la collaborazione di autori di importante calibro si È affermato nel panorama letterario; Nel 2013 È stato tra i finalisti del Premio Strega.
L’ultimo libro Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie pubblicato sul finire del 2016 e presentato alla manifestazione letteraria di Più Libri Più Liberi, È un’antologia di ventisette romanzi (più tanti altri brevemente citati) recensiti quasi seguendo l’uso abituale di un romanzo, un lungo racconto.
Per caso mi sono trovata davanti questo suo libro, passato fra altre mani e altri occhi e mi ha catturato, in questa fortuita circostanza, l’idea di tale libro-contenitore di romanzi, storie, selezionate non per l’altezza della loro fama o del riscontro favorevole su generazioni di lettori, ma per affezione dello scrittore-lettore.
PerchÉ non È detto che libri di riconosciuta autorevolezza rientrino obbligatoriamente in quelli che più sentiamo nostri, che più ci hanno trascinato sentimentalmente.
In questo esperimento lo scrittore (ri)diventa lettore, ripassa la sua vita nella sua vita letteraria, dedicando per ogni opera un proprio passo, un concetto, una visuale somigliante o no alla sua.
Dedicato ad una signora realmente esistita che ha iniziato l’autore verso l’amore per i libri (come potremo scordare chi per primo ci ha portato per mano in questa avventura?) e dedicato nel particolare ai lettori forti, a chi perpetua con invariabile costanza, in ogni ritaglio di spazio la lettura (ma non È detto che anche altri non potrebbero approcciarsi), il saggio si inoltra nelle tante sfaccettature della letteratura che diventano le altrettante dell’uomo: se nella lettura È vero che si ricerca una certa evasione da tutto cià che ci circonda, È ancor più vero che in essa noi (ri)troviamo una realtà; più vicina alla nostra, che È stata, che poteva essere, perchÉ arricchendoci delle storie, dei personaggi che si incontrano, si riflettono in noi le nostre stesse aspirazioni, sogni e delusioni o cià che non abbiamo mai provato.
Chi non vorrebbe qualche volta cancellare il lunedà e poter allungare ancora di qualche ora le giornate spensierate proprio come Tom Sawer? Chi È riuscito a passare indenne l’adolescenza senza troppi turbamenti o ribellioni che torturavano invece l’animo di Holden Caulfield?
Probabilmente c’È stato nel passato un ragazzo che si È ritrovato nascosto nella sua cameretta a leggere i più che intimi monologhi di Portnoy, arrossendo ogniqualvolta gli venisse rivolta una domanda inquisitoria.
L’opera di Di Paolo È un caleidoscopio di sentimenti, situazioni, riflessioni letterarie che sarebbe troppo noioso e lungo descriverle tutte, quindi mi limiterà a scrivere solo alcune che mi hanno colpito.

Come FrÉdÉric Moreau de L’Educazione Sentimentale di Flaubert ( da me apprezzato maggiormente della Bovary), giovane ardimentoso e di grande prospettive, vede sfumare l’occasione a cui ha sempre ambito perchÉ in quell’attimo si ritrova distratto dal pensiero dell’amata. Ma d’altronde una questione privata puà avere la meglio su qualsiasi cosa succeda nel mondo; ogni orrore, guerra, viene dimenticata quando in quel momento c’È qualcosa che ci strugge di più, come lo sa bene il partigiano Milton di Fenoglio. O Papà; Goriot (di Balzac) che privandosi di qualunque cosa per amore delle figlie, muore infine solo e abbandonato da esse. Come muore lo stesso Padre di Cormac McCarthy nel romanzo La Strada preservando la vita al Figlio.
E anche se la morte alla fine dovesse arrivare inaspettatamente, noi riusciremo a capire per cosa siamo nati come Ivan Il’ic e che si dovrebbe vivere per amore e solidarietà; verso il prossimo come dice Camus ne La Peste.

Devo dire che non mi sono ritrovata in tutti i ragionamenti dell’autore sui ventisette romanzi scelti, ma la lettura È un affare anche soggettivo. Ho apprezzato invece l’umiltà; di Paolo di Paolo nel porsi questa volta non nelle vesti a lui solite, bensà nel lettore. Si fa un gran parlare, oggi, di scrittori che ammettono di aver letto pochi libri nella loro esistenza, il che non È condannabile certamente, eppure ho rintracciato in questo caso la perfetta riprova della tesi di Eco sull’immortalità; del lettore, che per un breve istante anche quest’ultimo e lo scrittore possono equipararsi, perchÉ cià che l’uomo per millenni ha sempre raccontato nella sua storia È prima di tutto la vita, vivere.
È vero che i libri non ci danno la soluzione su come viverla nel modo più congeniale o fortunato; non ci rendono nÉ migliori nÉ peggiori, nÉ più colti o più belli, nondimeno senza di essi noi lettori ci sentiremmo degli altri; altri che non siamo noi.

PerchÉ la letteratura ci racconta. La sorpresa del crescere, le sfide, la scoperta del desiderio, l’amore, le ambizioni, le illusioni – magari perdute; la voglia di andare lontano o di tornare a casa; la paura di invecchiare e tutte le paure, ma anche tutte le speranze.

Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie, P. Di Paolo, Editori Laterza

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